Valutazione randomizzata, controllata con placebo, della sicurezza e della farmacocinetica a 28 giorni della somministrazione orale ripetuta di cannabidiolo in cani sani
M. Vaughn, L. J. Paulionis, J. E. Kulpa
2020
PUNTI CHIAVE:
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La somministrazione ripetuta di CBD è stata ben tollerata dai cani e non sono stati osservati cambiamenti clinicamente rilevanti correlati a nessuno dei dosaggi somministrati.
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Le visite veterinarie non hanno rivelato anomalie clinicamente importanti.
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Non sono state rilevate differenze tra i gruppi nell'attività motoria, negli esami oftalmologici, nella pressione arteriosa sistolica (SAP), nell'ECG e nell'analisi dell'emocromo completo (CBC).
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Tutti gli effetti avversi sono stati lievi e autolimitanti, non hanno richiesto alcun intervento e si sono verificati in tutti i gruppi di trattamento, incluso il gruppo placebo.
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È stata riscontrata una maggiore frequenza di effetti collaterali nel gruppo da 12 mg/kg, tra cui l'ipersalivazione è stata la più comune.
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Il cambiamento più evidente è stato l'aumento dell'attività della ALP sierica (enzima epatico); tali aumenti hanno iniziato a diminuire dopo 2 settimane e non hanno interessato tutti i cani, suggerendo una risposta adattativa piuttosto che un danno. I cani con ALP elevata non mostravano segni di degenerazione cellulare.
OBIETTIVI E IPOTESI → Lo studio mirava a determinare il profilo di sicurezza di diverse dosi di CBD somministrate una volta al giorno per 28 giorni e a verificare l'effetto della somministrazione ripetuta sul profilo farmacocinetico del CBD nei cani.
METODI → È stato condotto un test randomizzato in cieco su 20 Beagle sani, suddivisi in 5 gruppi: olio di CBD a dosi di 1, 2, 4, o 12 mg/kg oppure olio placebo. Sono stati monitorati costantemente la salute generale, il consumo di cibo, l'attività (tramite accelerometri), il peso corporeo, la pressione oculare e i parametri biochimici e cardiaci (ECG).
RISULTATI → La somministrazione orale giornaliera di CBD in olio MCT è risultata sicura per tutti i dosaggi testati. Non sono emersi valori anomali rilevanti negli esami specialistici (occhi, cuore, pressione). Anche l'emocromo non ha subito variazioni significative tra chi riceveva CBD e chi riceveva il placebo.
[Graphic 1: Numero totale di vari tipi di eventi avversi gastrointestinali osservati]
L'aumento dell'enzima ALP sierico è stato il dato più rilevante, ma è stato interpretato come un adattamento del fegato all'esposizione al farmaco (come confermato dalla Società Europea di Patologia Tossicologica), poiché non accompagnato da segni clinici o alterazioni di altri marcatori epatici.
[Graphic 2: Attività media della ALP sierica; la linea tratteggiata rappresenta il limite superiore di riferimento]
Dal punto di vista farmacocinetico, l'esposizione sistemica al CBD è aumentata in modo dose-dipendente e proporzionale. Dopo la somministrazione cronica, l'esposizione totale è risultata da 2 a 3 volte superiore rispetto alla prima dose, suggerendo un accumulo plasmatico e una cinetica lineare anche ai dosaggi più alti. In conclusione, lo studio conferma che il CBD ha un eccellente profilo di sicurezza nei cani anche per utilizzi prolungati.